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Riprendiamo qui quanto pubblicato sul sito del LAR al punto B) del loro piano di studi per il triennio 2026 – 2028:
- b) Tutela dell’ecotipo locale diApis mellifera
Le indagini morfometriche e genetiche, condotte dal LAR nel triennio precedente, hanno confermato la presenza in Friuli Venezia Giulia di un ibrido naturale fra le sottospecie Apis mellifera ligustica e Apis mellifera carnica, testimoniando l’esistenza di popolazioni locali che, attraverso un lungo processo di adattamento, potrebbero aver sviluppato caratteristiche uniche di resilienza alle avversità e di produttività.
Alla luce di tale evidenza, è necessario proseguire gli studi avviando prove di campo volte a verificare se gli ibridi locali, proprio in virtù della loro maggiore adattabilità all’ambiente, risultino più performanti rispetto alle sottospecie allevate in purezza.
Per far ciò, saranno misurati e confrontati, in alveari di api locali e non, parametri di interesse primario per gli apicoltori, quali la tolleranza alle malattie, la mansuetudine e la produttività.
Se gli ecotipi locali si dimostreranno più idonei, potrebbero essere promosse azioni volte a favorire l’impiego di api regine autoctone.
In quest’ottica, i risultati di tale studio potrebbero offrire alle istituzioni una base solida per definire misure di tutela dell’ecotipo locale di ape, garantendone la conservazione e la valorizzazione, e contribuendo allo sviluppo di un modello di apicoltura regionale sostenibile.
Tali attività saranno svolte nei tre anni del progetto.
Crediamo che alla luce di quanto dichiarato del Laboratorio Apistico Regionale al punto b), si possa finalmente iniziare a pensare alle nostre api con occhi diversi e più attenti.
Giustamente attendiamo la conclusione degli studi e delle analisi, ma appare chiaro che adesso si possa pensare ad un progetto di salvaguardia e conservazione di questo ecotipo Friulano che, sicuramente, confermerà doti di resistenza alle avversità locali se non anche una migliore performance produttiva. Noi cercheremo di dare il nostro contributo per gli studi che il LAR vorrà organizzare e pianificare per definire quanto sopra.
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Sembra che soltanto ieri abbiamo iniziato questo percorso, ma in realtà sono già passati 13 anni, ed ancora lavoriamo assieme. Questa associazione tra apicoltori di nazioni confinanti ha il suo punto d’unione nei valori della natura e nel rispetto per l’ambiente. Il minimo comune denominatore di tutti è il mestiere dell’apicoltore: ma completato dalla passione e la sensibilità che sono necessari per un costruttivo e corretto rapporto con un insetto così prezioso ed evoluto.
Apicoltori e api mantengono un intimo contatto scambiandosi gli odori e gli umori. Osservano uniti i fenomeni straordinari che sfuggono a qualsiasi altro occhio e questo li arricchisce e li fà diventare più sensibili nei confronti dell’intera natura. Capiscono che qualsiasi cosa turbi l’equilibrio ambientale si rifletterà su tutti i componenti degli ecosistemi danneggiandoli. L’unione e la passione si sà fanno la differenza.
Il fattore irrinunciabile che unisce questo gruppo è la cultura, non confinata e fine a se stessa, ma condivisa e diffusa con un linguaggio comprensibile e semplice. Questa visione porta ai giovani e alle scuole, con i quali lo scambio di emozioni deve essere costante e vissuto, possibilmente in maniera diretta. Da loro giovani deve partire il recupero di un ambiente unico e straordinario che abbiamo in questi anni pesantemente degradato. Se le sappiamo leggere le api hanno numerose cose da insegnarci: innanzitutto sono una società dove il l’Io è al servizio del Noi.








