stagione apistica 2016

Ormai anche questo periodo dei raccolti 2016 sta volgendo al termine. Dopo una stagione deludente per la raccolta dell’acacia, le notizie che arrivano anche per il castagno sono poco confortanti.

E’ ormai certo che questo continuo calo delle produzioni, non è un fenomeno solamente della nostra Regione, ma dell’intera Italia. I commenti e gli articoli che si leggono, rappresentano una situazione sconfortante.

Quello che però appare più difficile da comprendere, è la grande disomogeneità di rendimento che viene spesso segnalata dagli apicoltori, anche all’interno dello stesso apiario. Famiglie che sono inserite nello stesso contesto, nello stesso ambiente, e quindi esposte alle stesse avversità o alle stesse opportunità, alla fine danno riscontri molto contrastanti e diversi tra loro. Se poi ci immaginiamo che spesso queste famiglie sono il frutto di creazione di nuclei dalle stesse regine madri, e che quindi sono in qualche modo “Imparentate” tra loro, queste disomogeneità appaiono ancora più incomprensibili. Se anche facciamo un po’ di pulizia delle informazioni generate dal fatto che noi apicoltori ci piangiamo spesso addosso, mentre qualcuno si vanta un po’ troppo, in tutti i casi i numeri non sono belli ed i risultati non sono chiari.

COSA STA SUCCEDENDO ?

Sicuramente la stagione è stata difficile, anche se pare che dalle nostre parti ormai questa stia diventando la norma.

Prima un inizio di primavera molto precoce con famiglie che sono subito partite con covata anche estesa. Poi un brusco abbassamento delle temperature, con conseguente rallentamento, se non in alcuni casi blocco della covata. Una sequenza di giorni piovosi come questa primavera, non si vedeva da tempo. In seguito una lunga alternanza di giorni di sole e poi di pioggia, ancora una volta con escursioni termiche difficili da seguire e gestire anche per le famiglie più forti.

Le fioriture hanno seguito questo andamento a “corrente alternata” con il risultato che abbiamo avuto sovrapposizione di fioriture o, in alcune zone, mancanza di nettare.

Controllo della sciamatura quasi impossibile. Famiglie che hanno generato sciami anche per tre volte o che hanno stranamente cambiato la regina, senza sciamare, di appena tre settimane.

Anche gli apicoltori più esperti si sono trovati in serie difficoltà.

Ed ora ? Ora si presenta il tema dei trattamenti. Anche questo aspetto è difficile da prevedere e gestire. Il LAR mette in guardia contro una probabile forte infestazione della varroa. Gli apicoltori, dopo i primi controlli, parlano di avere trovato pochi parassiti. Cosa è veramente in atto ?

Anche i riscontri, pubblicati sulle riviste del settore, delle prove sul campo di nuovi prodotti a base di acido formico, pare non diano le risposte positive che tutti ci attendevamo. Quindi ?

Un piano coerente è veramente difficile da mettere in pratica, particolarmente se si vuole stare un po’ attenti a non sollecitare fenomeni di resistenza ad alcuni prodotti che da molti anni vengono utilizzati. E’ sicuramente necessario seguire le indicazioni del LAR, e degli esperti apistici, ma forse è venuto veramente il momento, per chi non l’avesse mai fatto, di pensare a mettere in atto azioni di lotta biomeccanica. Blocco di covata e trattamenti mirati di conseguenza. Purtroppo l’esperienza degli anni passati, sia pur preziosissima, non basta più !

E’ necessario fare un passo avanti, informarsi, formarsi e procedere con cautela verso strade che tutti noi speriamo possano essere più adatte al momento particolare che stiamo vivendo. I cambiamenti in atto non coinvolgono il mondo in generale che noi percepiamo come una cosa lontana. Il “mondo siamo noi” e i cambiamenti coinvolgono direttamente noi tutti in ogni singola attività di ogni giorno. Le api ce lo ricordano come “sentinelle del territorio”.

I cambiamenti sono piuttosto importanti, per informazione di seguito un articolo pubblicato da:

 BEE COLTURE,  The Magazine of American Beekeeping

polline e CO2 23-04-2016

Che crediamo possa dare una idea di come le cose siano in rapida evoluzione e molto complicate perché strettamente interconnesse. Siamo consapevoli che non basta agire su un solo fattore per cercare di contrastare i risvolti più negativi. Siamo tutti coinvolti ed ogni uno di noi può fare solamente piccole cose, ma la somma di tante piccole cose può cambiare il mondo.

Studiare, approfondire, informarsi e migliorare ogni giorno sono le piccole, ma grandi cose che possiamo fare. Utilizzare meno prodotti chimici, ma attivare tecniche moderne diventano le scelte importanti, e forse non solo per le api.

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