relazione sulla prima stagione di funzionamento della “Stazione di Fecondazione”

  1. La ZONA:

la valle di Uccea è considerata dal punto di vista apistico “estrema”, con i suoi 3500mm di pioggia medi annuali,6500 nel 2014, l’assenza del castagno e dell’edera e temperature decisamente alpine di 6/8 gradi inferiori alla pianura friulana. Sono apparsi tuttavia due momenti di buona importazione nettarifera: il primo a cavallo tra aprile e maggio, probabilmente dovuto alle fioriture di acero e, a quote più alte, di lampone; poi, il secondo, un mese dopo con la fioritura del tiglio e rododendro. In entrambi i casi la costruzione dei favi è stata molto bella, regolare, completa anche negli angoli inferiori del foglio cereo.

Il primo periodo di carestia è apparso a metà di luglio ed è stato molto netto ed importante. Questo fenomeno ha provocato l’interruzione pressochè totale della covata maschile, pregiudicando così le fecondazioni delle reginette dei periodi successivi, verso la fine di agosto. I tempi tra lo sfarfallamento e la deposizione delle uova sono aumentati anche del doppio e le percentuali di regine fecondate è passato, in settembre, da circa l’80% a meno del 60%. Tutto ciò è avvenuto durante una annata climaticamente favorevole alle api.

Ovviamente per l’anno prossimo si dovrà tener conto di questa situazione generale, per una organizzazione migliore del lavoro, dove si potrebbe privilegiare la produzione delle celle in pianura che poi sarebbero trasportate nella stazione appena prima dello sfarfallamento. Anche la formazione dei nuclei di fecondazione sarebbe opportuno eseguirla in pianura.

Da segnalare infine la sorpresa di inizio settembre. In quel momento si verificava la mancanza quasi totale di importazione di polline ed il conseguente consumo delle scorte, da qui l’interruzione della deposizione di uova.

Va detto infine che in nessuna visita ed in nessun caso sono stati trovati fuchi “biondi” estranei quindi al nostro ceppo, dimostrando così l’elevato isolamento apistico della località.

 

  1. B) L’APIARIO:

abbiamo iniziato in primavera con 9 alveari scelti e l’obiettivo di ricavarne almeno venti per fine stagione, più qualche nucleo di riserva. La stagione climatica ci è stata favorevole, ma la mancanza di esperienza relativa alla zona ha prodotto qualche imprevisto. Il più importante è emerso a metà settembre con l’assenza quasi totale di scorte di polline e la conseguente interruzione della deposizione di covata. Non conoscendo se questa situazione era correlata a caratteristiche della razza oppure della zona, abbiamo deciso di portare in pianura alcuni nuclei che, appena liberati, si sono dedicati immediatamente alla raccolta di polline. Il problema non è piccolo poiché tutte le api sfarfallate a settembre sono “api svernanti”, api che siamo abituati a considerare con una aspettativa di vita media di 150-160 giorni.

Il rischio, quindi, di incappare in uno spopolamento a marzo senza che l’alveare abbia potuto completare la sostituzione con api giovani appare elevato. Si è riunita immediatamente la commissione e si è presa la decisione di spostare subito tutto l’apiario in pianura ad esclusione di 7 alveari che avrebbero fatto da riscontro in zona. Avremmo così potuto verificare e misurare le differenze importanti che avrebbero contraddistinto i due gruppi. Si potrebbe verificare che la vita media della carnica svernante sia più lunga di quella della ligustica.

  1. LE API:

si riconferma la grande docilità in tutti gli alveari, uno escluso. Ma questo forse è dovuto ad una riunione recente che è stata operata con un nucleo vicino che potrebbe aver generato una piccola conflittualità interna. Anche le api nate dalle prime regine fecondate in stazione e domiciliate altrove mantengono le stesse caratteristiche di docilità.

  1. LA FECONDAZIONE:

non ha dato alcun problema: La percentuale di fecondazione è stata di circa 70/75% e normalmente le regine iniziavano a deporre dopo 10 giorni dall’inserimento della cella reale. Non dobbiamo dimenticare, però, che l’estate è stata molto favorevole.

Con l’allevamento delle celle reali, invece, ci sono stati problemi nell’accettazione delle larvette trapiantate. Sono trascorse diverse settimane per capire che l’alveare durante il gran caldo si svuota di gran parte delle api e forma la cosiddetta BARBA ed all’interno resta il minimo di api per l’allevamento. In totale le regine fecondate sono state 130.

  1. L’ORGANIZZAZIONE:

purtroppo non è stata ottimale, sia per la scarsa conoscenza della zona, ma soprattutto nel lavoro vero e proprio che era necessario in quelle condizioni, ha creato diversi problemi. L’intersecarsi dei tempi rigidi tra i traslarvi e la maturazione delle celle reali ed infine il prelievo e marcatura delle regine, ha creato diversi inciampi. L’esperienza di questo primo anno, però, è stata necessaria per mettere a fuoco come sarà necessario fare in futuro.

  1. PREVISIONI PER IL 2016

Il punto di partenza è dato dalle necessità manifestata dai soci, che sembra essere di 600 – 1000 regine anno, con una produzione concentrata nella seconda metà del mese di luglio. La conferma di questa previsione viene anche dalle prenotazioni delle arniette di fecondazione ideate da Petrin Luigi che, ad oggi, ha superato i 200pezzi. Questa arnietta in polistirolo viene popolata opportunamente e lasciata sul posto (Pian dei ciclamini). Le dimensioni consentono una sua autonomia di vita, anche se viene trapiantata la cella matura e prelevata la regina feconda ogni due settimane. Le arniette quindi possono produrre fino a 6/7 regine feconde per stagione, cioè 1400 regine/anno complessivamente.

La disponibilità di fuchi consente sicuramente il raggiungimento di questo obiettivo, anche grazie all’utilizzo del foglio cereo per covata maschile. Il problema potrebbe essere che l’area viene “caricata” al limite delle sue possibilità (sarebbe però un problema del 2017).

Per quanto riguarda l’organizzazione generale, diventa necessario che i traslarvi vengano effettuati nel mercoledì, con il trasporto della cella reale matura il sabato della settimana successiva. Questo irrigidimento dei tempi non piace molto, ed il problema è stato dibattuto in commissione, con la soluzione di consentire ai soci fondatori il libero accesso in stazione in quanto sono coloro che hanno creduto fortemente in questo progetto. I soci fondatori avranno quindi anche la possibilità/dovere di un controllo occasionale.

Gli utilizzatori della stazione che vogliono uscire dalla descritta rigidità dei tempi, dovranno prendere accordi con un socio fondatore. Ogni regina, figlia di madri della stazione e fecondata a Pian dei Ciclamini, verrà marcata con numero e registrata. Chi la avrà in cura, sarà invitato a compilare la scheda apistica che gli sarà consegnata insieme con la regina. In questo modo si allargherà molto la base per una selezione più efficace. La commissione inoltre ha deciso che i nuclei di fecondazione dovranno essere popolati solo con api adulte, per ridurre al minimo i rischi di trasmissione di malattie della covata.

Ci manca ancora l’esperienza della cosiddetta “banca delle regine” che consente una maggior efficienza nell’incontro domanda/offerta.

Infine si prevede la riapertura della stazione nella prima settimana di maggio, salvo condizioni climatiche particolarmente avverse.

Lendaro Dino

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