Quest’anno abbiamo un mese di ottobre molto intenso

Cari amici apicoltori, vi ricordo l’interessante Convegno organizzato per sabato 8 ottobre, dal Consorzio Apicoltori di Gorizia, e del quale vi allego il link per visualizzare la locandina:

seminario-apiterapia-2016

Ma credo sia anche importante segnalare la giornata del 29 ottobre prossimo, per le due iniziative pianificate: una del Consorzio Apicoltori di Udine e una della nostra Associazione.

Poichè i relatori che interverranno sono personalità dell’apicoltura a livello internazionale,

Save the date

Vi faremo avere tutti i dettagli nei prossimi giorni !!

Intanto ci vediamo sabato a Gradisca

stagione apistica 2016

Ormai anche questo periodo dei raccolti 2016 sta volgendo al termine. Dopo una stagione deludente per la raccolta dell’acacia, le notizie che arrivano anche per il castagno sono poco confortanti.

E’ ormai certo che questo continuo calo delle produzioni, non è un fenomeno solamente della nostra Regione, ma dell’intera Italia. I commenti e gli articoli che si leggono, rappresentano una situazione sconfortante.

Quello che però appare più difficile da comprendere, è la grande disomogeneità di rendimento che viene spesso segnalata dagli apicoltori, anche all’interno dello stesso apiario. Famiglie che sono inserite nello stesso contesto, nello stesso ambiente, e quindi esposte alle stesse avversità o alle stesse opportunità, alla fine danno riscontri molto contrastanti e diversi tra loro. Se poi ci immaginiamo che spesso queste famiglie sono il frutto di creazione di nuclei dalle stesse regine madri, e che quindi sono in qualche modo “Imparentate” tra loro, queste disomogeneità appaiono ancora più incomprensibili. Se anche facciamo un po’ di pulizia delle informazioni generate dal fatto che noi apicoltori ci piangiamo spesso addosso, mentre qualcuno si vanta un po’ troppo, in tutti i casi i numeri non sono belli ed i risultati non sono chiari.

COSA STA SUCCEDENDO ?

Sicuramente la stagione è stata difficile, anche se pare che dalle nostre parti ormai questa stia diventando la norma.

Prima un inizio di primavera molto precoce con famiglie che sono subito partite con covata anche estesa. Poi un brusco abbassamento delle temperature, con conseguente rallentamento, se non in alcuni casi blocco della covata. Una sequenza di giorni piovosi come questa primavera, non si vedeva da tempo. In seguito una lunga alternanza di giorni di sole e poi di pioggia, ancora una volta con escursioni termiche difficili da seguire e gestire anche per le famiglie più forti.

Le fioriture hanno seguito questo andamento a “corrente alternata” con il risultato che abbiamo avuto sovrapposizione di fioriture o, in alcune zone, mancanza di nettare.

Controllo della sciamatura quasi impossibile. Famiglie che hanno generato sciami anche per tre volte o che hanno stranamente cambiato la regina, senza sciamare, di appena tre settimane.

Anche gli apicoltori più esperti si sono trovati in serie difficoltà.

Ed ora ? Ora si presenta il tema dei trattamenti. Anche questo aspetto è difficile da prevedere e gestire. Il LAR mette in guardia contro una probabile forte infestazione della varroa. Gli apicoltori, dopo i primi controlli, parlano di avere trovato pochi parassiti. Cosa è veramente in atto ?

Anche i riscontri, pubblicati sulle riviste del settore, delle prove sul campo di nuovi prodotti a base di acido formico, pare non diano le risposte positive che tutti ci attendevamo. Quindi ?

Un piano coerente è veramente difficile da mettere in pratica, particolarmente se si vuole stare un po’ attenti a non sollecitare fenomeni di resistenza ad alcuni prodotti che da molti anni vengono utilizzati. E’ sicuramente necessario seguire le indicazioni del LAR, e degli esperti apistici, ma forse è venuto veramente il momento, per chi non l’avesse mai fatto, di pensare a mettere in atto azioni di lotta biomeccanica. Blocco di covata e trattamenti mirati di conseguenza. Purtroppo l’esperienza degli anni passati, sia pur preziosissima, non basta più !

E’ necessario fare un passo avanti, informarsi, formarsi e procedere con cautela verso strade che tutti noi speriamo possano essere più adatte al momento particolare che stiamo vivendo. I cambiamenti in atto non coinvolgono il mondo in generale che noi percepiamo come una cosa lontana. Il “mondo siamo noi” e i cambiamenti coinvolgono direttamente noi tutti in ogni singola attività di ogni giorno. Le api ce lo ricordano come “sentinelle del territorio”.

I cambiamenti sono piuttosto importanti, per informazione di seguito un articolo pubblicato da:

 BEE COLTURE,  The Magazine of American Beekeeping

polline e CO2 23-04-2016

Che crediamo possa dare una idea di come le cose siano in rapida evoluzione e molto complicate perché strettamente interconnesse. Siamo consapevoli che non basta agire su un solo fattore per cercare di contrastare i risvolti più negativi. Siamo tutti coinvolti ed ogni uno di noi può fare solamente piccole cose, ma la somma di tante piccole cose può cambiare il mondo.

Studiare, approfondire, informarsi e migliorare ogni giorno sono le piccole, ma grandi cose che possiamo fare. Utilizzare meno prodotti chimici, ma attivare tecniche moderne diventano le scelte importanti, e forse non solo per le api.

Festa dei Parchi a Venzone

Anche quest’anno siamo stati invitati a partecipare a questa bella festa. Direi che in questa occasione, la splendida giornata di sole ha contribuito a dare una cornice spledida alla manifestazione che ha visto una grande partecipazione.

Noi quest’anno abbiamo roganizzato il nostro spazio con una bellissima mostra fotografica, concessaci in uso dal nostro socio Alfredo Marson. Si voleva far riflettere i visitatori sulla “biodiversità”. Ovviamente il riferimento alle api è il tema principale, ma il “vivente” in questo nostro pianeta è da cosiderarsi un “unico”che interagisce e ci consente di esistere. La perdita di un solo componente di questo grande equilibrio, potrebbe essere pericolosissimo per tutto il resto. Le api ne sono una componente assai sensibile, e ci evidenziano le difficoltà ogni giorno.

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Tutti i visitatori si sono dimeostrati interessati a questi temi e, spesso, ci si è sofferamati a parlare ed approfondire. Anche i bambini si sono dimostrati curiosi ed attenti, con domande e commenti che, spesso, sono veramente profondi e seri.

Per cercare di coinvolgere le persone sulla importanza delle api per il territorio e per fare apprezzare le caratteristiche di una buona apicoltura, si è allestita una arnia per assaporare i profumi e le fragranze dell’alveare. L’interesse è stato alissimo e molti si sono dettiIMG_0924 meravigliati del buon profumo e della temperatura che ogni nido sano svìluppa. Anche la piccola Mara ha apprezzato questa fragranza naturale.

Siamo quindi contenti del risultato di questa esperienza, e cercheremo di coinvolgere un numero di persone ancora maggiore, per attirare l’attenzione sulla salute delle api, e di noi tutti in generale.

Bella e costruttiva giornata. Al prossimo anno !

 

ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEI SOCI

Eccoci ancora insiema amici apicoltori e simpatizzanti.

Per una formalità che deve essere completata, siamo costretti a convocare una ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEI SOCI.

Pur consapevoli degli impegni che in questa stagione sono molto pressanti, vi invitiamo ad esser numerosi ed attivi come sempre.

In occasione di questo incontro, parleremo anche della situazione apistica di questo periodo e porremo l’accento su alcuni punti che meritano particolare attenzione.

NON MANCATE

Grazie   Buon lavoro

convocazione assemblea STRAODINARIA soci fine 2015

ASSEMBLEA ANNUALE DEI SOCI E RINNOVO CARICHE

Care amiche e cari amici apicoltori e simpatizzanti, siamo arrivati ad un momento iportante per la nostra Associazione, la fine di un’altra stagione, ma anche del primo triennio di attività.
Questa importante scadenza ci deve far riflettere sulle cose che siamo stati capaci di fare, ma anche verificare i progetti che abbiamo per il futuro.
Il rinnovo delle cariche è la giusta occasione per inserire nuove forze, giovani e nuove idee.
Per questo il prossimo 9 aprile ci incontriamo e valorizziamo queste nostre iniziative tutti insieme.
L’Assemblea dei soci è il momento più importante per una Associazione e quindi vi aspettiamo tutti !!
Naturalmente tutti possono candidarsi, puchè in regola con lo statuto dell’Associazione e con le quote di adesione. Per farlo potete inviare una mail a:

info@apecarnica.it

Oppure un SMS a:

348.5177484 Claudio Borin

In allegato l’invito che potete scaricare
convocazione assemblea soci fine 2015
A presto

E’ utile per tutti noi sostenere la ricerca

Come sapete, la nostra Associazione collabora nel progetto SMART BEES coordinato dal nostro Laboratorio Apistico Regionale e dall’Univesità di Udine, grazie alla disponibilità del nostro socio Fiorenzo Gobbo che ha messo a disposizione della ricerca un suo apiario. La nostra partecipazione, in questa fase, si limita nell’aiutare Fiorenzo nelle eventuali operazioni, se lo ritiene necessario, e mettere a disposizione tutte le nostre misurazioni per le sperimentazioni e per il rilevamento dei dati.

Crediamo sia chiaro a tutti che maggiore è il numero delle informazioni che arrivano, più sono distribuite sul territorio, e maggiori sono le opportunità e i risultati che ci possiamo aspettare per lo sviluppo di una buona ricerca. La salute delle api, ma crediamo dell’intero territorio, potranno averne un grande beneficio. Sarà quindi un passo avanti per tutti gli apicoltori. Avere nuove tecniche per contrastare la varroa, e poter utilizzare meno prodotti chimici, potrebbe essere determinante in un mondo sempre più in difficoltà, già troppo compresso da un utilizzo pesante della chimica in ogni settore. Oltre a migliorare la qualità della vita delle api, e a danneggiare meno anche l’ambiente, sarà anche un risparmio per ogni apicoltore.

Per dare sempre più risonanza a queste iniziative, e raccogliere il maggior numero di dati possibile, il Prof. Francesco Nazzi, coordinatore per l’Italia di questo importante progetto, chiede a tutti noi di compilare il questionario on line.

Chiediamo a tutti voi, ovunque voi siate in Italia, ma anche all’esteo (il questionario anonimo è proposto in più lingue) di collegarsi e di rispondere alle semplici domande che lo costituiscono. Sarà un contributo che ogni apicoltore, professionista o amatoriale che sia, potrà dare all’Università, ma direttamente alle api.

Grazie per la collaborazione

INIZIA UNA NUOVA STAGIONE

Piano piano sta iniziando a stagione del nuovo anno. Il clima non ci fa ben sperare, putroppo. Da molti mesi non piove, e le temperature si sono, quasi sempre, mantenute su valori elevati per il periodo. Per avere una idea di quello che succede nelle nostre zone, di seguito l’andamento delle temperature minime e MAX degli ultimi quattro periodi

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In questa situazione, ci siamo accorti che il “blocco di covata” invernale, che naturalmente avveniva verso fine novembre, quest’anno pare sia stato anticipato alla fine di ottobre. Alcuni apicoltori riferiscono di un breve blocco, a fine ottobre appunto, a poi, quasi subito, una ripresa della covata. Anche in questo momento, fine gennaio 2016, periodo che dovrebbe essere caratterizzato dale giornate più fredde dell’anno, la temperatura esterna è di 7,2 °C, e la covata è piuttosto ampia nei nostri alveari.

Non è una situazione normale, e l’attenzione alle scorte ed allo sviluppo della Varroa devono essere al massimo livello. Putroppo qualche perdita si è già verificata.

Una attenta indagine, svolta dai soci Zanini, Borin e Robo, che hanno disopercolato ed analizzato alcuni telai di covata in alveari e apiari diversi, ha dato rsultati da interpretare con attenzione. Il dato più significativo è che non hanno trovato nessuna Varroa sulle larve. Cosa può voler dire ? Che non c’è ? Che è tutta sulle api ? Fatto un trattamento con Ossalico sublimato, ancora una volta il risultato è stato 0 cadute in tre casi su quatto, e 1 caduta nel quarto !!  Sicuramente i trattamenti operati nel periodo giusto e l’attenzione di apicoltori preparati, ha fatto si che gli alveari fossero in ottime condizioni, ma questo ci deve far riflettere sull’interazione che c’è tra tutti gli alveari, anche quelli vicini. Altrimenti la Varroa, durante l’estate da dove arriva ?

La reinfestazione non è una brutta parola, ma il sintomo di una brutta pratica !!

Per imparare a combattere la Varroa, non solo con i soliti trattamenti che stanno iniziando a dare i primi segni di resistenza, abbiamo deciso di distribuire una “scheda dell’alveare”. L’intento è quello di cercare di dare un minimo di omogeneità alle cose che si fanno, e per raccogliere un po’ di dati che potrebbero essere molto utili per trovare nuove strade e nuovi sistemi. La scheda è articolata e riporta molte informazioni, ma se ogni apicoltore ci mette le info che ritiene più giuste o anche solo quelle che lui ritiene di dover controllare, sarà sempre un piccolo passo avanti. Quindi l’invito è, per chi lo volesse, si scaricare la nostra scheda e compilarla durante la stagione. Alla fine ci piacerebbe che ci venisse restituita una copia, anche in forma anonima, per pater fare una statistica degli andamenti e dei risultati, anche in relazione all’andamento del clima. Evidentemente il conteggio della Varroa è un dato essenziale, e sarebbe bene farlo prima e dopo i trattamenti, segnandosi con precisione le date.

Le iniziative che cercheremo di sostenere durante questa nuova stagione saranno molto orientate alla igienicità delle nostre api ed a trattamenti controllati, anche tenendo conto della relazione del Dott. Floreano condotta al nostro ultimo convegno di novembre.

Giornate delle api a Bruxelles

Grazie all’interessamento dell’Associazione Biodinamica, sono stato invitato, come rappresentante dell’Associazione per l’Ape Carnica Friulana, a partecipare ai lavori della “settimana europea delle api” organizzata da Mariya Gabriel, membro al Parlamento Europeo, della delegazione Bulgara che si occupa di “Apicoltura e salute delle api” oltre che del “Cambiamento climatico, biodiversità e sviluppo sostenibile”.

Una buona dormita fa sempre iniziare bene la giornata, così di buon mattino mi alzo a vado a fare colazione in una caffetteria in centro. Il primo appuntamento è fissato per le ore 10.00 e quindi approfitto per vedere almeno il centro storico di una città nella quale non sono mai stato. Bruxelles si presenta con una bellissima giornata di sole anche se un po’ fredda rispetto al nostro clima di stagione.

Con i mezzi pubblici mi sposto velocemente alla sede del Parlamento Europeo, ed ecco che alle 9,30, come stabilito, sono pronto per entrare.

Procedure obbligatorie, per accedere agli edifici si deve essere accompagnati da chi ti ha invitato e solo con lui si può avere un pass per entrare, ma sempre accompagnati. Bello, pare di essere tornati a scuola. Così, dopo pochi minuti, vengo raggiunto dal responsabile e riesco ad avere il mio pass azzurro.

Fatti i controlli del caso, in questa sede sono rigorosi più che non all’aereoporto, siamo finalmente dentro e posso farmi accompagnare alla sala dove si svolge la riunione sulle api.

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Questa 4° conferenza internazionale si svolge su due giornate. La prima dedicata alla apertura ufficiale del “villaggio delle api” ed alla prima sessione di lavori; la seconda con il proseguimento della sessione lavori nelle bellissime sale della grande struttura dedicata agli uffici del Parlamento Europeo. Il “villaggio delle api” è costituito da alcuni gazzebo che propongono la tradizione dell’apicoltura della Bulgaria, con l’esposizione di alcuni prodotti, e la rappresentazione di alcuni temi generali sulla situazione delle api ai giorni nostri.

Prima di tutto questo, però, è stata convocata una riunione per una prima condivisione di quelle che, gli apicoltori dei paesi che vi partecipano, ritengono essere i temi più importanti da affrontare nelle due sessioni lavori che seguiranno. Un confronto di esperienze tra rappresentanti di diverse nazioni: Bulgaria, che quest’anno ha organizzato il tutto, Irlanda, Francia ed Italia.

Il dibattito si svolge moderato dal Sig. Etienne Bruneau, Presidente di “Scientific Commission Beekeeping Technology and Quality “di Apimondia, e raccoglie le varie opinioni sulla situazione attuale dell’apicoltura in questi paesi. I dati pare coincidano, i temi sono ricorrenti e coinvolgono tutti indistintamente.

Si fa riferimento all’utilizzo troppo pesante di pesticidi e diserbanti, ed anche se regolamentati, si evidenzia come, di fatto, molti ne facciano un uso poco attento, senza rispettare le prescrizioni. La disattenzione più ricorrente è l’utilizzo di questi dannosi prodotti anche in presenza di fioriture, con evidenti danni a tutti quegli insetti, api in primis, che si spostano di fiore in fiore favorendo la importantissima funzione di impollinatori. La voce è unanime, è necessario formare gli agricoltori sulla pericolosità di questo prodotti, e su come sia indispensabile rispettare le procedure di impiego.

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L’altro grande tema è la “monocoltura” che sta facendo sparire moltissime piante compromettendo la biodiversità. Si evidenzia anche come tale tipo di uso sbagliato del territorio, favorisca lo sviluppo abnorme di determinati parassiti, perché, di fatto, si stanno eliminando gli antagonisti naturali. Si rompe così la preziosa “catena” che tiene in equilibrio tutto l’ecosistema.

Ma emergono anche altri fattori che rappresentano punti di debolezza dell’apicoltura europea. Cerchiamo di metterli a fuoco:

L’età degli apicoltori in questi paesi è ormai sopra la media dei lavoratori, con la conseguenza che alcuni temi vengono affrontati con poca attenzione alle nuove situazioni che il cambiamento climatico e l’utilizzo di questi prodotti chimici, impongono. La capacità di reazione e la volontà di nuova formazione è quindi piuttosto scarsa. In questa fascia è diffusa la credenza che certe pratiche, come andavano bene una volta, possano essere risolutive anche adesso.

Si evidenzia come tutti gli apicoltori siano strategici in una azione di salvaguardia delle api e dell’ambiente In quasi tutti i paesi il numero degli apicoltori “amatoriali” è enormemente più grande di quelli professionisti, con una frammentazione del mercato e delle iniziative, che rende azioni di sistema molto molto difficili da attuare. Ma è indispensabile coinvolgerli tutti, se non si vuole vanificare ogni sforzo lasciando ad ognuno il famoso “fai da te”. Viene quindi evidenziata la difficoltà di diffondere informazioni, idee e soluzioni, ad apicoltori che sono sparsi un po’ ovunque, ma senza un coordinamento e senza seguire nessuna indicazione. E’ invece ormai chiaro che ogni azione deve essere pianificata, condivisa, e messa in pratica da tutti nei modi e nei tempi giusti.

Nelle sessioni di lavoro che seguono, i vari relatori che si succedono, danno una rappresentazione molto chiara delle difficoltà che l’apicoltura, e le api, stanno attraversando. Senza fare una carrellata di tutti gli interessanti interventi portati da relatori provenienti da ogni parte del mondo, riassumiamo le cose principali che si sono portate all’attenzione di tutti.

Ci sono studi chiari ed indiscutibili che l’uso dei pesticidi e dei concianti delle sementi è un grosso danno e che l’utilizzo di questi prodotti dovrà essere ridiscusso e riorganizzato per evitare conseguenze peggiori.

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La biodiversità è a rischio, quindi si dovranno rivedere le pratiche di monocoltura, particolarmente mais e soia, che oggi contraddistinguono il panorama delle campagne. Anche le grandi concentrazioni di frutteti possono essere un ambiente troppo povero per le api. “Oggi il paesaggio agricolo è un deserto per le api”, sintetizza il relatore Svizzero.

La grande frammentazione delle organizzazioni degli apicoltori, che non riescono ad avere una voce unica e forte, come invece molte altre organizzazioni riescono a fare. E questo, paradossalmente, è uno dei problemi più grossi perché in questo contesto dell’Europa, sono i numeri che contano.

Purtroppo ci si rende conto molto presto come in questi ambienti la forte rappresentanza, abbia effetti importanti sulle decisioni, al di là di quello che noi crediamo e riteniamo giusto. Così le lobbies si danno un gran da fare per cercare di portare acqua ai loro mulini, indipendentemente dagli effetti che queste decisioni possano avere su altri contesti, magari importantissimi. Uno per tutti, il rappresentante dei coltivatori del mais esprime le sue idee dicendo: ”è molto bello il mondo delle api e dei fiori, ma noi abbiamo la responsabilità di sfamare il mondo”. Non credo sia necessario fare commenti, ma la dice lunga su come le difficoltà di dialogo siano enormi.

Così qualcuno ha portato l’esperienza degli inglesi che stanno cercando di creare una cooperazione tra agricoltori ed apicoltori, creando organizzazioni unitarie e non più divise e diverse. Il concetto “win-win” (tutti due vincono), forse potrà portare ad una collaborazione nell’affrontare temi che non sono di una sola parte, ma di tutti noi. Hanno allo studio la creazione di “campi ai margini” per cercare di dare un po’ di sazio anche agli insetti, agli anfibi, agli uccelli ed anche ai mammiferi dei campi. Questa pratica contiene molto anche l’erosione del suolo e la diffusione aerea di trattamenti irrorati in tutte le condizioni.

Altra iniziativa è quella di non abbandonare i terreni “limitrofi”, così detti perché piccoli e difficili da coltivare, ma di renderli delle oasi, anche se piccole, per le api e gli insetti pronubi. Questo rilancerebbe e riallaccerebbe anche la catena alimentare degli uccelli, che sono danneggiati quanto gli insetti dalla monocoltura.

Il lavoro degli apicoltori è stato quindi molto rivalorizzato rispetto al passato, perché mentre una volta l’apicoltore contribuiva alla impollinazione e produceva il miele, oggi realmente è determinante per mantenere in vita le api e, attraverso di esse, l’intero ecosistema. Sono importanti i professionisti, per il grande numero di alveari e per la grande preparazione che hanno. Essi, per massimizzare le loro produzioni, si informano, studiano, applicano nuove tecniche e sono la punta di diamante della apicoltura. Ma anche gli amatori, per il grandissimo numero e per la loro capillare distribuzione sul territorio, sono determinanti per il “risanamento” delle campagne. Per questo è importante lanciare dei progetti di formazione ed aggiornamento anche per loro, all’uso di tecniche di lotta integrata, di rispetto dei tempi e dei modi di vita dell’ape.

Ancora una volta si è sottolineato come sia imprescindibile l’unità, il coordinamento di tutti gli “attori” del mondo dell’apicoltura, per poter contrastare le voci sempre più grosse e prepotenti delle aziende farmaceutiche che riescono ad esercitare pressioni enormi anche sull’opinione pubblica, per la grande quantità di denaro che riescono a mettere in campo.

L’invito che è stato fatto alla fine da tutti i partecipanti, è quello interessarsi al problema, di leggere i dati che sono disponibili e che lo saranno sempre di più. Di partecipare alla vita delle associazioni e di STUDIARE, anche se può sembrare una parola grossa, quelli che sono i nuovi scenari e le nuove risposte a questa sfide.

Direi che è stato interessantissimo e che potrebbe esser importante poter seguire e ripetere questa esperienza.

 

relazione sulla prima stagione di funzionamento della “Stazione di Fecondazione”

  1. La ZONA:

la valle di Uccea è considerata dal punto di vista apistico “estrema”, con i suoi 3500mm di pioggia medi annuali,6500 nel 2014, l’assenza del castagno e dell’edera e temperature decisamente alpine di 6/8 gradi inferiori alla pianura friulana. Sono apparsi tuttavia due momenti di buona importazione nettarifera: il primo a cavallo tra aprile e maggio, probabilmente dovuto alle fioriture di acero e, a quote più alte, di lampone; poi, il secondo, un mese dopo con la fioritura del tiglio e rododendro. In entrambi i casi la costruzione dei favi è stata molto bella, regolare, completa anche negli angoli inferiori del foglio cereo.

Il primo periodo di carestia è apparso a metà di luglio ed è stato molto netto ed importante. Questo fenomeno ha provocato l’interruzione pressochè totale della covata maschile, pregiudicando così le fecondazioni delle reginette dei periodi successivi, verso la fine di agosto. I tempi tra lo sfarfallamento e la deposizione delle uova sono aumentati anche del doppio e le percentuali di regine fecondate è passato, in settembre, da circa l’80% a meno del 60%. Tutto ciò è avvenuto durante una annata climaticamente favorevole alle api.

Ovviamente per l’anno prossimo si dovrà tener conto di questa situazione generale, per una organizzazione migliore del lavoro, dove si potrebbe privilegiare la produzione delle celle in pianura che poi sarebbero trasportate nella stazione appena prima dello sfarfallamento. Anche la formazione dei nuclei di fecondazione sarebbe opportuno eseguirla in pianura.

Da segnalare infine la sorpresa di inizio settembre. In quel momento si verificava la mancanza quasi totale di importazione di polline ed il conseguente consumo delle scorte, da qui l’interruzione della deposizione di uova.

Va detto infine che in nessuna visita ed in nessun caso sono stati trovati fuchi “biondi” estranei quindi al nostro ceppo, dimostrando così l’elevato isolamento apistico della località.

 

  1. B) L’APIARIO:

abbiamo iniziato in primavera con 9 alveari scelti e l’obiettivo di ricavarne almeno venti per fine stagione, più qualche nucleo di riserva. La stagione climatica ci è stata favorevole, ma la mancanza di esperienza relativa alla zona ha prodotto qualche imprevisto. Il più importante è emerso a metà settembre con l’assenza quasi totale di scorte di polline e la conseguente interruzione della deposizione di covata. Non conoscendo se questa situazione era correlata a caratteristiche della razza oppure della zona, abbiamo deciso di portare in pianura alcuni nuclei che, appena liberati, si sono dedicati immediatamente alla raccolta di polline. Il problema non è piccolo poiché tutte le api sfarfallate a settembre sono “api svernanti”, api che siamo abituati a considerare con una aspettativa di vita media di 150-160 giorni.

Il rischio, quindi, di incappare in uno spopolamento a marzo senza che l’alveare abbia potuto completare la sostituzione con api giovani appare elevato. Si è riunita immediatamente la commissione e si è presa la decisione di spostare subito tutto l’apiario in pianura ad esclusione di 7 alveari che avrebbero fatto da riscontro in zona. Avremmo così potuto verificare e misurare le differenze importanti che avrebbero contraddistinto i due gruppi. Si potrebbe verificare che la vita media della carnica svernante sia più lunga di quella della ligustica.

  1. LE API:

si riconferma la grande docilità in tutti gli alveari, uno escluso. Ma questo forse è dovuto ad una riunione recente che è stata operata con un nucleo vicino che potrebbe aver generato una piccola conflittualità interna. Anche le api nate dalle prime regine fecondate in stazione e domiciliate altrove mantengono le stesse caratteristiche di docilità.

  1. LA FECONDAZIONE:

non ha dato alcun problema: La percentuale di fecondazione è stata di circa 70/75% e normalmente le regine iniziavano a deporre dopo 10 giorni dall’inserimento della cella reale. Non dobbiamo dimenticare, però, che l’estate è stata molto favorevole.

Con l’allevamento delle celle reali, invece, ci sono stati problemi nell’accettazione delle larvette trapiantate. Sono trascorse diverse settimane per capire che l’alveare durante il gran caldo si svuota di gran parte delle api e forma la cosiddetta BARBA ed all’interno resta il minimo di api per l’allevamento. In totale le regine fecondate sono state 130.

  1. L’ORGANIZZAZIONE:

purtroppo non è stata ottimale, sia per la scarsa conoscenza della zona, ma soprattutto nel lavoro vero e proprio che era necessario in quelle condizioni, ha creato diversi problemi. L’intersecarsi dei tempi rigidi tra i traslarvi e la maturazione delle celle reali ed infine il prelievo e marcatura delle regine, ha creato diversi inciampi. L’esperienza di questo primo anno, però, è stata necessaria per mettere a fuoco come sarà necessario fare in futuro.

  1. PREVISIONI PER IL 2016

Il punto di partenza è dato dalle necessità manifestata dai soci, che sembra essere di 600 – 1000 regine anno, con una produzione concentrata nella seconda metà del mese di luglio. La conferma di questa previsione viene anche dalle prenotazioni delle arniette di fecondazione ideate da Petrin Luigi che, ad oggi, ha superato i 200pezzi. Questa arnietta in polistirolo viene popolata opportunamente e lasciata sul posto (Pian dei ciclamini). Le dimensioni consentono una sua autonomia di vita, anche se viene trapiantata la cella matura e prelevata la regina feconda ogni due settimane. Le arniette quindi possono produrre fino a 6/7 regine feconde per stagione, cioè 1400 regine/anno complessivamente.

La disponibilità di fuchi consente sicuramente il raggiungimento di questo obiettivo, anche grazie all’utilizzo del foglio cereo per covata maschile. Il problema potrebbe essere che l’area viene “caricata” al limite delle sue possibilità (sarebbe però un problema del 2017).

Per quanto riguarda l’organizzazione generale, diventa necessario che i traslarvi vengano effettuati nel mercoledì, con il trasporto della cella reale matura il sabato della settimana successiva. Questo irrigidimento dei tempi non piace molto, ed il problema è stato dibattuto in commissione, con la soluzione di consentire ai soci fondatori il libero accesso in stazione in quanto sono coloro che hanno creduto fortemente in questo progetto. I soci fondatori avranno quindi anche la possibilità/dovere di un controllo occasionale.

Gli utilizzatori della stazione che vogliono uscire dalla descritta rigidità dei tempi, dovranno prendere accordi con un socio fondatore. Ogni regina, figlia di madri della stazione e fecondata a Pian dei Ciclamini, verrà marcata con numero e registrata. Chi la avrà in cura, sarà invitato a compilare la scheda apistica che gli sarà consegnata insieme con la regina. In questo modo si allargherà molto la base per una selezione più efficace. La commissione inoltre ha deciso che i nuclei di fecondazione dovranno essere popolati solo con api adulte, per ridurre al minimo i rischi di trasmissione di malattie della covata.

Ci manca ancora l’esperienza della cosiddetta “banca delle regine” che consente una maggior efficienza nell’incontro domanda/offerta.

Infine si prevede la riapertura della stazione nella prima settimana di maggio, salvo condizioni climatiche particolarmente avverse.

Lendaro Dino

Buono il convegno del 14 novembre u.s.

Anche quest’anno il convegno di fine stagione organizzato dalla nostra Associazione ha avuto successo. I relatori di alto profilo, hanno dato una chiara rappresentazione della situazione e dei metodi ad oggi più sicuri per dare una buona speranza di vita alle nostre api.

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E’ chiearo che l’esperienza è fondamentale nel condurre gli alveari, ma è emerso anche molto chiaramente che non ci si può accontentare di quello che già sappiamo. E’ necessario imparare sempre, ogni giorno. Il clima sta cambiando ed anche il territorio e le fioriture stanno cambiando, quindi le nostre risposte devono cambiare.

Le indicazioni dei relatori sono state chiare, quello che andava bene fino a pochi anni fa, oggi deve essere aggiornato, sia nella lotta alla varroa, sia nella alimentazione delle api. Questa ultima, operata nei momenti che devono dare la sicurezza di una buona ripresa in primavera, va particolarmente curata alla fine della stagione, quando, fino a pochi anni fa, una volta tolti i melari, non si dedicava più altro tempo alle famiglie.  Oggi è invece necessario assicurare alle api un corretto apporto di tutti gli elementi che, putroppo, in natura non trovano più, altrimenti si compromette la longevità delle api sverananti.

foto2Crediamo che comprendere queste trasfomazioni dell’ambiente che sono in atto e approfondire i rimedi che ci possono aiutare, sia fondamentale per non doverci ritrovare a primavera a contare le famiglie che non ce l’hanno fatta.

I fattori che stanno mettendo in difficoltà le nostre api sono molti, diamoci da fare almeno su quegli effetti che possiamo controllare e mitigare, poi cercheremo di agire anche per ripristinare un ambiente che sta diventando sempre più povero.

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Alla fine anche il  momento conviviale della cena è stato simpatico e piacevole. Il menu con pietanze preparate anche con il miele ha dato ottimi risultati.

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Un arrivederci a tutti alla prossima occasione